venerdì 15 agosto 2014
lunedì 28 luglio 2014
venerdì 25 luglio 2014
Fine di un'era :(
Non posso credere che la scuola estiva sia già giunta al termine...
Sono stati giorni intensi, di grande soddisfazione creativa... Quante cose ho fatto in queste settimane?
Ho scritto dei bei pezzi, non tantissimi, ma dei quali sono parecchio orgogliosa. Cercherò di tradurre il racconto finale e di trasformarlo in 'qualcosa'.
Poi ho conosciuto tante bellissime persone, Andi, Dani, Beryl, Clara, John, Merinda... Ho un sacco di motivi per andarmene in giro per il mondo, adesso (Come se prima non ne avessi abbastanza!)...
Prima di una bella carrellata di foto, racconto un po' com'è andata la cerimonia di ieri... Cerimonia che in teoria si doveva chiamare "International Summer School Final Event" e che alla fine si è trasformato (NON PER COLPA MIA), in un Elena Traina Talent Show. Jesus, che momenti imbarazzanti.
Con ordine. E' vero, ho chiesto ad Alex (organizzatrice) se potevo suonare un pezzo. Mi sono preparata, ho fatto un bel medley made in UK (link alla versione suonata al Grad Bar: http://tinyurl.com/qy8toms) con Beatles, Led Zeppelin, Who, Pink Floyd & Queen, perché sono una gran figa e me la meno tantissimo. Ma tutto questo è avvenuto DOPO il vero Elena Traina Talent Show.
Praticamente erano stati indetti due concorsi, il primo per 'foto più bella del campus' e il secondo per 'miglior torta'. Sostanzialmente li ho vinti tutti e due. Mi hanno chiamato sul palco prima per la foto, questa:
Poi sono andata a sedermi. Poi mi hanno richiamato per la miglior torta, il mio tiramisù verde con gli ziggurat e i conigghi:

Dopo sono tornata a sedermi di nuovo. Hanno chiamato sul palco noi studenti del corso di scrittura creativa, per leggere i nostri pezzi. Io ho letto il brano che ho pubblicato l'altro giorno 'Come essere un espatriato, UK edition'. E' piaciuto molto, soprattutto i riferimenti ai miei coinquilini che giocano a Mahjong e alle persone che si esibiscono in penosi "mamma miiia" quando scoprono che sono italiana. Dopo la foto di gruppo, mi hanno richiamato sul palco per la terza volta per "Outstanding Academic Achievement", ovvero miglior studentessa del corso!
Il direttore del corso di scrittura creativa (Kate non è potuta venire, era a un funerale) mi ha fatto un sacco di complimenti e davvero sono a un passo da fare l'application per l'MA in Creative Writing.
Sicché alla fine mi sono portata a casa tre borse della UEA con due conigli di peluche (che sono fluffissimi), una penna usb della UEA, una tazza UEA International Summer School e una cornice d'argento con la foto che ha vinto il concorso. Più gli attestati di dovere.
Dopo la mia persistente presenza sul palco siamo usciti a fare un po' di foto sul prato. Poi io sono tornata dentro a prepararmi e ho suonato:
Poi abbiamo cenato, ci siamo scatenati sulla pista da ballo (mentre alcuni di noi già sbroccavano in lacrime, come John, che tenero!) e abbiamo fatto il karaoke.
Alla fine della festa ufficiale, io, John, Clara, Merinda e qualche altro abbiamo portato la Guitarra Verde de la Lujuria e la mia Alvarez alla piazza, dove ci siamo messi a cantare tutti insieme. Merinda si è scoperta un'eccellente suonatrice di kazoo! (Fix you, Someone like you, To be with you, Cough Syrup...)
Dopodiché ci siamo trasferiti all'appartamento di Andi, dove John e Dani hanno fatto i metallari con le mie chitarre, al che l'idea: andiamo a vedere le stelle!! Sìììì...
Ci siamo portati dietro le chitarre, abbiamo fatto una lunga passeggiata nel campus con Dani COMPLETAMENTE ubriaco. Io amo gli spagnoli quando si ubriacano. Altro che inglesi. Dani ha tenuto banco tutta la sera con frasi epiche e le peggio-idee. Si è messo a rincorrere i conigli, a scalare la struttura esterna del Sainsbury Centre, ha attaccato bottone con altri ragazzi (ubriachi pure loro) mentre cenavano per i fatti loro in un residence da tutt'altra parte del campus. Tristemente a fine serata ci siamo dovuti salutare... E questa ovviamente è stata la parte più heartbreaking.
Per tirarmi su il morale, ecco un po' di foto delle persone che hanno partecipato alla Summer School. L'intero gruppo sulle scalinate della piazza:
La mia classe di scrittura creativa:
Merinda (Perth)...
Dani (Madrid)...
Doris (Hong Kong/Canada), John (Filippine/Sydney) & Dani...
Andi (Città del Messico) e Beryl (Zurigo)...
E infine il gruppo di sciagurati a zonzo per il campus alle due di notte... con la Guitarra Verde de la Lujuria!!!
Sono davvero felice di quest'esperienza. Non posso dirmi carica al 100% per le settimane di tesi serrata che mi aspettano, ma presto la mia mente tornerà in modalità studio e lavoro che io lo voglia o no. Questa è stata la migliore 'vacanza' che potessi desiderare quest'anno, e non dimenticherò mai le belle persone che ho incontrato.
martedì 22 luglio 2014
Come essere un espatriato - UK edition
Dunque, non posso pubblicare il lavoro di fine corso per i motivi di cui sopra, però posto molto allegramente il testo che ho scritto per l'evento finale. E' un adattamento del racconto Come essere un espatriato di Peter Ho Davies, alla Traina, of course.
Prendi una laurea in lingue e letterature straniere. Scegli un'università tra quelle ai primi posti per 'esperienza studentesca e vita sociale' nei sondaggi dell'Huffington Post, che casualmente offre un programma di specializzazione che ti interessa. Fai domanda per essere accettata, mentre scrivi un'infinità di email ai tuoi ex professori spiegando cosa sia una lettera di raccomandazione e come mai te ne servano due. Richiedi la sistemazione negli alloggi del campus e aspetta pazientemente in lista d'attesa. Prepara le valigie, domani si va in UK, che tu abbia una casa o no. Magari starai in ostello a Londra per qualche giorno (o settimana), magari riceverai un'email dall'amministrazione con un'offerta di sistemazione nei residence dell'università. Accetta l'offerta.
Arriva alla UEA, lasciati condurre alla tua stanza. Gioisci all'idea di incontrare i tuoi compagni di appartamento, e immagina feste e cene con studenti da tutto il mondo. Abituati ai tuoi coinquilini che fanno casino giocando a Mahjong in cucina mentre tu guardi Dr Who da sola nella tua stanza per 'migliorare l'accento'. Impara il cinese mandarino tuo malgrado.
Va' in città per esplorare il centro e rimani invischiata in un colloquio di gruppo nel quale ti viene richiesto di rappresentare te stessa usando della plastilina. Spiega al tuo futuro capo che quelli che qui chiamano 'precedenti penali', in Italia conta come 'esperienza lavorativa'. Ottieni il posto e assapora le gioie di un lavoro da commessa sotto Natale. Impara a essere comprensiva con i clienti che disapprovano il tuo accento e che sono ancora più confusi quando ti giustifichi spiegando che sei italiana.
Sorridi sempre, anche se alle volte puoi lasciare che qualche parte di te muoia in silenzio quando ti dicono cose come "mamma mia!" e "ma che cazzo dici?", facendo questo con le mani. Chiedi loro di rimettersi le mani in tasca, dove dovrebbero stare, per cortesia. Non provare nemmeno a spiegare che iu du not tolca laic dis (tu no, Matteo Renzi sì). Fa' notare che non è colpa tua se il tuo accento è tutto scombinato, d'altronde hai vissuto a cavallo di due ere diversissime nella storia dell'insegnamento e apprendimento della lingua inglese. La prima che annoverava personaggi di 'finzione educativa' come Susy, Mark, Paul e Katy, che inspiegabilmente si recavano in discoteca tutti i sabato sera nonostante avessero solo dodici anni. La seconda con protagonisti di tutt'altro livello, come Charlie l'unicorno, Jake il cane e Finn l'avventuriero, ai quali devi la maggior parte del tuo vocabolario, ristretto e limitato, ma senza dubbio versatile e sufficiente a tirare avanti.
Prometti a te stessa che proverai a fare amicizia con più persone locali possibile, ma per qualche ragione che ancora non comprendi ti ritrovi circondata di spagnoli o gente che parla spagnolo per sport. Chiama i tuoi genitori di tanto in tanto e renditi conto che quando hai lasciato l'Italia parlavi correttamente tre lingue, italiano, spagnolo e inglese, mentre dopo sei mesi in Inghilterra non ne parli nessuna delle tre. Ricorri all'uso di mani e braccia per sopperire al vocabolario mancante, e ricordati che a telefono è difficile che i tuoi genitori ti vedano mentre fai questo.
Racconta a mamma e papà del Master e della scuola estiva di scrittura creativa che hai deciso di frequentare mentre dovresti scrivere la tesi. Frequenta la scuola di scrittura con ottimi risultati e scopri che scrivere in inglese è meno difficile di quanto ti aspettassi, e sicuramente molto più divertente. Scrivi di te, di persone che conosci, ma anche di cose delle quali non avrei mai pensato di scrivere. Porta con te un diario, e scarabocchia le tue osservazioni, che volendo potrebbero essere adattate in 'cinguettii', se non raggiungessero livelli di idiozia all'altezza della voce #4 del 7 luglio 2014:
Chissà perché l'origano inglese galleggia nell'olio d'oliva, al posto di affondare come fa quello italiano.
Quando non stai scrivendo, divertiti a essere molestata da studenti ossessionati con il punting a Cambridge (un modo figo per dire 'gondole') e gironzola tra i college di Oxford, chiedendoti come faccia certa gente a dire che sono meglio della UEA. Cambia un paio di turni al lavoro per andare in gita a Londra con i tuoi compagni, dove cadrai così in basso da ascoltare con il tuo amico John Standing on top of the world dei Van Halen mentre sei sul London Eye.
Divertiti tanto, ma non dimenticare che si tratta di un corso di scrittura e che dovrai leggere qualcosa all'evento finale della scuola estiva, durante il quale probabilmente ti esibirai dopo aver pregato in ginocchio Alex, una delle organizzatrici, senza alcuna vergogna.
Visto che non puoi startene qui sul palco tutta la sera a raccontare i fatti tuoi a mezzo mondo, vedi di farci il favore di arrivare a una conclusione che Kate possa definire 'organica, logica, coerente'.
Concludi questo brano di eccezionale prosa, un esempio perfetto di plagio che, tra le altre cose, è uno dei peccati mortali degli aspiranti scrittori che studiano alla UEA. Sorridi e saluta i tuoi compagni e la tua insegnante, e lascia il palco senza ulteriori spiegazioni.
Ricorda di ringraziare prima di andartene.
Grazie e buona serata.
PS: 'Questo' è questo...
mercoledì 16 luglio 2014
In gita a Oxford
Be', Oxford è davvero bella. C'è poco da aggiungere.
Come Cambridge, non penso che mi piacerebbe viverci e studiarci, entrambe sono città mooolto più turistiche e più sfarzose di Norwich. Non mi stupisce che tutti i figli dell'élite più posh della terra di Albione studino a Oxbridge.
Però, però, Oxford mi ha preso molto di più di Cambridge. Un po' perché sono una venduta e appena sento 'Tolkien' e 'Harry Potter' non capisco più niente; un po' perché a Cambridge in fondo non ho visto una mazza perché tutti gli ingressi alle università si pagavano.
Dopo tre ore estenuanti di minibus, ci siamo fermati in una sala da tè, dove abbiamo fatto il Mad Hatter Tea Party, ovvero un nome poshissimo per dire 'beviamo il tè con qualche tramezzino e fetta di torta e poi paghiamo nove sterline a testa'.
Dopodiché abbiamo seguito una guida in giro per la città. Siamo passati per tutti i posti 'must': tutte le location dove sono state filmate alcune scene dei film di Harry Potter (l'ingresso, alcuni corridoi, la scalinata, il refettorio), e tutti i luoghi che hanno ispirato Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, la trilogia Queste oscure materie (La Bussola d'Oro) di Philip Pullman, e Le Cronache di Narnia di C. S. Lewis.
Uno dei college principali (Christchurch):
I tavoli del refettorio di Harry Potter. Sono i tavoli dove gli studenti di Oxford attualmente fanno colazione e pranzo.
Siamo andati anche a mangiare all'Eagle and Child, il pub dove si riuniva il circolo letterario noto come 'gli Inklings', del quale facevano parte Tolkien e C. S. Lewis.
Se non avessi avuto la pressione e il morale a terra e i miei compagni di viaggio non fossero stati tutto il tempo a farsi i cazzi loro al cellulare la gita mi sarebbe piaciuta di più.
Però ho comprato un kazoo e delle stampe delle illustrazioni di Quentin Blake tratte da Matilda, Danny il campione del mondo e Il GGG di Roald Dahl, che amo alla follia:

"Quel che ogni bambino vuole e gli spetta è un papà che fa scintille."
(E che di notte va a cacciare di frodo nelle foreste altrui, ma va be'!)
lunedì 14 luglio 2014
Che bello quando ti svegli alle otto del mattino e pensi...
"voglio cantare una canzone sottovalutata" e poi questo.
domenica 13 luglio 2014
Day 10
Protagonista della ultima lezione 'tematica' del corso (d'ora in poi ci sono un sacco di ore di self study e un tutorial con l'insegnante) sono state le tecniche di straniamento.
Principalmente la metafora, abbiamo letto dei testi di Tom Robbins, che è un autore che non mi sento né di raccomandare né di sconsigliare. Posso dire con tutta sincerità di non aver mai letto delle metafore così strane in vita mia, eppure non mi va di elogiare una qualità letteraria che resta (tolte le metafore) abbastanza nella norma. Comunque, a fare metafore, Tom Robbins è un genio.
"Piovevano urla. Pioveva freddezza. Pioveva plasma. Pioveva disordine."
Difficile fare molto più di così. Comunque, ci abbiamo provato lo stesso. Abbiamo lavorato su cosa rende un testo strano, indimenticabile, e abbiamo cercato di cancellare dalla nostra mente le 'similitudini cliché'.
Classiche collocazioni che fuoriescono naturalmente dalla penna ma che vanno evitate come la peste ('evitare come la peste', eccone una).
Freddo come il ghiaccio
Bianco come la neve
Vecchio come il tempo
Furbo come una volpe
Buono come il pane
(Falso come il peccato) la metto tra parentesi perché a me piace.
Dunque, stilata una lista di 'vecchio come...', 'furbo come...', etc. con i corrispettivi cliché nella lingua inglese (furbo come una volpe, e ok, ma duro come i chiodi? facile come una torta?) e li abbiamo sostituiti con metafore di nostra invenzione.
Ecco la mia lista. (Che doveva essere dedicata a una persona che non ci piace particolarmente)
Tu sei...
fredda come gli avanzi di Natale a Capodanno,
bianca come la punta di un brufolo che muori dalla voglia di schiacciare
dura come un tozzo di pane con troppo lievito
vecchia come MSN Messenger, e altrettanto fastidiosa
furba come le vecchiette che fingono di avere l'Alzheimer quando vengono beccate a taccheggiare
facile come una cheerleader che solo una cosa sa fare
ottusa come il cemento degli edifici della UEA (in originale 'thick as a brick')
silenziosa come un Blockbuster dal 2009
cieca come un vicolo nel quale si smercia eroina e si abbandonano i cadaveri.
Poi abbiamo lavorato sugli Esercizi di stile di Queneau, che ho già avuto il piacere di incontrare in precedenza durante il master. Queneau ha scritto 99 variazioni sullo stesso minianeddoto. Un aneddoto raccontato 99 volte, cambiando prospettiva, narratore, figure retoriche adoperate, allitterazioni... etc.
Abbiamo fatto lo stesso con una delle nostre voci dell'observation journal.
Non la riporto perché mi servirà per il compito finale, che non potrei pubblicare sul blog per motivi di copyright.
Dunque, la consegna finale sarà un racconto di 1500 parole (cinque pagine) e un insieme di poesie per un totale di circa 100 versi (che, a meno che non scriva haiku, sono tantissimi).
Io ho lavorato ieri al racconto e tutta la settimana alle poesie. Delle poesie sono abbastanza soddisfatta, ho fatto una raccolta intitolata [encounters], divisa in tre parti - persone, oggetti, luoghi. Ogni parte contiene sei poesie, la prima parte è scritta in cinquains, la seconda in triplets, e la terza è una corona epica di sonetti (da dieci versi, in pentametro iambico). Le prime sei poesie sono dedicate a persone che ho trovato particolarmente interessanti, la seconda parte invece è dedicata a oggetti miei (la chitarra, il mio anello, le mie scarpe... etc.); la terza è una corona epica della quale sono parecchio contenta. Una corona epica funziona così: la prima città [Milan] inizia con il verso A e finisce con il verso B (decimo verso). [Madrid] inizia con il verso B e finisce con il verso C. [Sicily] inizia con C e finisce con D. E via dicendo, fino ad arrivare a [Norwich], che inizia con il verso F e finisce con il verso A, il primo di [Milan].
Anche del racconto sono soddisfatta, anche se mai e poi mai avrei pensato di scrivere una cosa così. In seconda persona, ambientato in Germania, con finale dolceamaro. Una cosa poco alla me, ma visto che sono qui per sperimentare e imparare, mi sono fidata dell'ispirazione di ieri. Speriamo che a Kate piaccia, non si sa mai che cosa le passa per la testa (a parte odiare il resto del mondo per il solo fatto che esiste, e sto citando parole sue).
Niente, adesso si tratta solo di raffinare tutto il materiale su cui ho lavorato. Tutte le cose che ho scritto in classe formano parte di un buon 5000 parole di spazzatura, dalla quale però posso ricavare qualcosa di buono.
E poi, chissà, un Master in Creative Writing?
Ahahah, già vedo gli occhi sgranati di papà che scuote la testa, rassegnato come Messi al 92' di Germania - Argentina alla finale del mondiale 2014.
PS: Che tenerezza Messi, mi veniva quasi di fargli una carezza.
Iscriviti a:
Post (Atom)
